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Tecniche: il pranayama

 

Se, come abbiamo detto, la meditazione è uno stato dell'essere, è uno stato di profondo silenzio mentale chiamato "consapevolezza senza pensieri", che può avvenire indipendentemente dall'ambiente esterno e dalle tecniche che utilizziamo, è vero anche, d'altra parte, che un ambiente bello e con "buone vibrazioni" e delle tecniche appropriate possono contribuire a riequilibrare il nostro corpo sottile ed aiutarci ad entrare in questo stato meditativo.

Leggendo gli antichi testi dello yoga, ed in particolare gli Yoga Sutra di Patanjali, uno dei primi e più conosciuti testi scritti sullo yoga, troviamo infatti la descrizione di varie tecniche (Patanjali parla di 8 elementi dello Yoga) che possono alla fine condurci allo stato di Samadhi. Partendo dagli aspetti più esteriori (come in un carciofo in cui vengono tolte man mano le foglie più esterne fino ad arrivare al cuore), sono descritti gli atteggiamenti e i comportamenti morali da seguire nonchè quelli da evitare, le posture fisiche Antica immagine dei chakra e dei canali energetici(asana) che creano la predisposizione e l'equilibrio psico-fisico che possa favorire la meditazione, gli esercizi di concentrazione verso l'esterno e verso l'interno (dharana e pratyara), gli esercizi di respirazione (pranayama) che calmano la mente e riequilibrano le energie vitali, la meditazione vera e propria (dyana) ed infine la completa intergrazione (Samadhi) che avviene all'altezza dell'ultimo chakra, il Sahasrara.

Vediamo ora un primo semplice esercizio di respirazione (pranayama) che di solito consigliamo di svolgere per un paio di minuti all'inizio della nostra meditazione. Vedremo, infatti, come la respirazione aiuti a calmare i nostri pensieri e ci predisponga alla meditazione.

Ci sediamo comodamente, sul pavimento o su un cuscino con le gambe incrociate, ovvero seduti su una sedia con entrambi i piedi appoggiati sulla terra ma un pò distanziati uno dall'altro. Chiudiamo gli occhi ed iniziamo a portare l'attenzione dentro di noi. Rilassiamo tutte le parti del nostro corpo, le spalle, le braccia, le mani, l'addome, la schiena, le gambe. L'attenzione va ora sul respiro: iniziamo rendendo il nostro respiro più rilassato e profondo, senza forzature, e osserviamo l'aria che lentamente entra ed esce attraverso le nostre narici. L'aria entra attraverso le narici e lentamente scende verso l'addome.

Facciamo ora quella che viene chiamata respirazione quadrata, la quale avviene in quattro tempi di ugual durata: un'inspirazione profonda (respiriamo sempre attraverso le nostre narici), una fase in cui tratteniamo il respiro, una lenta e rilassata espirazione, ancora tratteniamo il respiro con i polmoni vuoti e poi ri-iniziamo con un'altra inspirazione; continuiamo così per un paio di minuti per poi proseguire con la nostra meditazione.

 

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Shri Ganesha