You are here

Tecniche: impariamo a lavorare sui chakra

 

Il "lavoro" di riequilibrio dei nostri chakra da parte della nostra energia materna, la Kundalini avviene in modo spontaneo dal momento in cui essa si è risvegliata. Però è possibile aiutare questo processo di pulizia dei chakra tramite semplici tecniche.

Possiamo usare le nostre vibrazioni tramite semplicissimi esercizi che andranno ad intervenire direttamente sui singoli chakra. Come facciamo a riconoscere quale chakra necessita del nostro aiuto? Una volta che la nostra Kundalini è risvegliata, essa stessa, passando attraverso il nostro sistema nervoso, ci comunica lo stato dei nostri chakra. Se poniamo l'attenzione sulle nostre mani, possiamo percepire dei "segnali" che diverranno sempre più chiari man mano che proseguiremo nel nostro percorso meditativo. Infatti, sulle nostre mani (come in varie altre parti del corpo) si trovano le terminazione nervose dei nostri chakra.

In generale, se percepiamo una brezza fresca sul palmo delle mani, allora significa che il nostro sistema sottile è in equilibrio. Se invece sentiamo pesantezza, calore, formicolio sulla punta delle dita, allora queste sensazioni ci segnalano uno stato di squilibrio di uno o più chakra.

Iniziamo la nostra meditazione appoggiando le nostre mani aperte sulle ginocchia e rimaniamo in silenzio con l'attenzione sull' ultimo chakra, sopra la testa, all'altezza della fontanella. Dopo breve tempo inizieremo a percepire delle sensazioni sulle mani o sulle nostre dita. Come già detto,  se percepiamo del calore, della pesantezza, del formicolio o sensazioni analoghe, questo è un segnale del disequilibrio (detto anche blocco) di un chakra. A questo punto vediamo sulla mappa dei chakra la corrispondenza fra il dito o le dita che percepiamo e il chakra e poi interveniamo con una delle seguenti tecniche.

I chakra

 

Tecnica I — Posizionamento della mano

Supponiamo di percepire del calore sul dito medio di entrambe le mani. Vediamo sulla raffigurazione del corpo sottile che il dito medio corrisponde al terzo chakra (Nabhi) il quale si trova all'altezza dello stomaco. A questo punto, teniamo la mano sinistra aperta sul ginocchio (per ricevere vibrazioni), appoggiamo il palmo della nostra mano destra all'altezza dell'ombelico e lasciamo che le vibrazioni fluiscano spontaneamente. Rimaniamo in questa posizione, con l'attenzione sul chakra per alcuni minuti finchè sentiamo che la tensione si allenta. Possiamo anche, se lo desideriamo, fare alcuni respiri profondi immaginando di portare l'aria fino all'altezza di questo centro.

Qualora invece percepissimo formicolio solo sul dito medio della mano sinistra, allora porremo la mano destra sul corpo in corrispondenza del chakra ma a sinistra. Procederemo analogamente qualora percepissimo il formicolio solo sul dito medio della mano destra, ma in tal caso appoggeremo la mano destra aperta sul ginocchio e porremo la mano sinistra sul fianco destro all'altezza del fegato.

 

Tecnica II — Il bandhan

Un'altra semplice tecnica che fa uso diretto delle vibrazioni è il bandhan. La parola bandhan significa semplicemente arco o cerchio di protezione.

In questo caso si procede come segue. Supponiamo nuovamente di aver individuato un problema in corrispondenza del Nabhi chakra, allora tenendo aperta la mano sinistra sul ginocchio porteremo la nostra mano destra (per questa tecnica si usa solo la mano destra) in prossimità dello stomaco, alla distanza di alcuni centimetri.

A questo punto, effettuiamo un movimento rotatorio delle nostre dita intorno al chakra in senso orario; dopo averlo fatto per alcune volte, portiamo la nostra mano verso terra aprendola, come se volessimo lasciar andare le tensioni verso terra.

Questi movimenti hanno il senso di rimuovere le tensioni e le negatività che bloccano il chakra offrendole alla Madre Terra. E' importante cercare di fare questo esercizio in meditazione con l'attenzione sull'ultimo chakra, il Sahasrara, oltre che sul centro che intendiamo lavorare. Forse all'inizio non percepiremo chiaramente il lavoro energetico, ma una volta che la percezione delle vibrazioni si farà più profonda, allora sarà possibile sentire con chiarezza la differenza sul chakra sottoposto al trattamento.

 

   Ritorna all'Indice                         Vai al capitolo successivo

Shri Ganesha